31.12.03
Segnali di buona salute
paginadeicoordinatorideidottorati attidellaconferenzainternazionale aggiornamentimaster pubblicazioneregolamento graduatoriafisicasanitaria graduatoriaprogrammaleonardodavinci Aggiornamenti sul portale www.uniroma1.it dal 29 al 31 dicembre 2003 Buon anno
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29.12.03
Auguri al webmaster :-(
Beccati questa.
mi scuso e mi presento sono un web designer e il sito secondo il mio parere non è molto completo, capisco che il sito della sapienza è complesso ma io l'avrei fatto in un'altra struttura. con l occasione le porgo tanti auguri.
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23.12.03
Fax, estratti conto e carte false. I misteri americani di Parmalat - dal Corriere della Sera
Se non fosse drammatico ci sarebbe da ridere: fax, scanner, "firme in calce", dietro uno dei più gravi disastri finanziari in Italia. Giuro che non mi arrabbierò più con i colleghi che usano ancora i fax e la carta per la comunicazione interna ed esterna.
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15.12.03
Power Point© è un pessimo strumento di comunicazione?
Su un blog di Repubblica si discute di power point, il programma per le presentazioni su schermo. Si riportano alcune osservazioni che indicherebbero il famigerato sistema di pubblicazione come fonte di fraintendimenti e di semplificazioni. Addirittura il disastro dello Shuttle sarebbe da imputare ad uno 'slide' troppo schematico che avrebbe seppellito una informazione essenziale per evitare l'incidente. Proprio qualche giorno fa, per la prima volta, ho utilizzato proprio il programma Microsoft per 'illustrare' una lezione del prof. Caputo (Tor Vergata). Fino ad allora sono stato un fruitore 'passivo' di questo strumento (un corso per 'comunicatori', decine di presentazioni 'commerciali', qualche stage tecnico). La mia opinione è che l'uso smodato, lezioso, barocco rende questo strumento pericoloso e inutile. Tutti gli strumenti seduttivo-elettronici (grafica, flash, word-processor) vanno usati con molta cautela. Non si può affidare allo 'slide' quello che appartiene di diritto 'alla parola'. La presentazione su schermo è utile solo come scenografia-sceneggiatura di un attore che è e deve rimanere protagonista: il docente. Io mi sono attenuto a questa impostazione. Quanto ci sia riuscito è un altro paio di maniche. L'unica consolazione è che nessuna navicella spaziale sfracellerà al suolo per colpa mia.
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12.12.03
Cyber Enigmi
C'è una pubblicità appesa ai muri che recita (più o meno): "Elisa Tacconi è felice perchè con il suo Sony Vaio ha realizzato la sua compilation in Mp3".
Guarda il caso: Elisa è il nostro sistema di pubblicazione di dati statistici, Tacconi (Riccardo) è uno dei geniali "progettisti" (nonché sviluppatore di INFOSTUD Servizi Interattivi per gli Studenti). Sublime!. L'unica cosa che stona è la splendida ragazza-testimonial del manifesto...io non l'ho proprio vista da queste parti...
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11.12.03
Ancora sull'attendibilità dell'informazione su Internet
Approfondiamo il tema dell'attendibilità. L'argomento di mettere al centro il lettore e la sua capacità di critica (di filtro, come dice Eco) ci consente di ragionare su due corni del problema: da una parte la cosidetta persuasione tecnologica (in inglese captology) e dall'altra la certificazione della documentazione. Le due questioni sono, per così dire ai due estremi: da una parte la persuasione (anche occulta) nel cercare di vendere (propri del commercio elettronico) e dall'altra quello di garantire che l'informazione veicolata sia quella giusta...quella certificata (un problema - come potete immaginare - della Pubblica Amministrazione e dell'Università). Il problema di fondo è la necessità di essere credibili. Interessante a questo proposito il decalogo redatto dal Stanford Persuasive Tech Lab, il laboratorio dell'università di Stanford che si occupa di questa nuova disciplina. Nel nostro lavoro cerchiamo di attenerci a queste regole (non cercate deroghe...per carità ne troverete a bizeffe!). Altre soluzioni, francamente, mi sembrano di difficile attuazione e comunque non affidabili (bollini blu per intenderci). La regola generale, la più importante, è la capacità di mettersi all'ascolto, rendersi riconoscibili, mettersi in gioco. Anche le pagine che state leggendo, in fondo, servono a questo.
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8.12.03
Carriere universitarie?
Secondo il Corriere della Sera di oggi [giornale di carta a p. 3], il Presidente della Russia Vladimir Putin (insignito della laurea honoris causa da La Sapienza) è stato (anche) vice-rettore dell'Università di Leningrado. Sarà vero?
Approfondimenti
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6.12.03
A proposito dell'attendibilità delle fonti su Internet
Sussidiario.it ha inserito nel suo database il link ad un mio saggio breve. Il titolo (più modestamente) è: Nota su Leopardi commentatore di Petrarca. A parte la vanità della segnalazione, questa scoperta mi permette di affrontare un problema molto serio che riguarda l'attendibilità dell'informazione. Scrivere sul web è alla portata di tutti. Il rischio di veicolare informazioni sbagliate, scientificamente scorrette e non verificate, può avere delle conseguenze gravi. Questo rischio è spesso preso a pretesto dalla corporazione dei giornalisti che evoca maggiore controllo e maggiore disciplina nella legislazione su stampa e informazione (segnalo en passant che l'accademia - con l'eccezione, forse, di Umberto Eco - non sembra troppo preoccupata del fenomeno). Ho sempre pensato che la marea di informazione non verificata sia una questione reale e importante ma da affrontare dal punto di vista del fruitore e non dell' autore. Sarà lo studente, il curioso, il cultore di una certa materia che dovrà dotarsi degli strumenti critici per capire se l'articolo scientifico sulla cura del cancro o dell'AIDS (o il saggio breve su Leopardi ;-) ) è un lavoro serio e scientifico oppure una bufala (o una truffa). Ed è proprio sul WEB che possiamo raccogliere la documentazione e l'informazione per diventare utenti/lettori/navigatori più consapevoli e preparati.
Ultim'ora
Dopo il mio post i curatori di sussidiario.it hanno cancellato il link al al mio saggio sostituendolo da un saggio di Tatiana Crivelli (debitamente citata, linkata dal mio testo e ringraziata via e-mail). Onore alla Dott.ssa Crivelli e a Sussidiario.it. Che abbiano frainteso il ragionamento sull'attendibilità ;-) ?
Approfondimenti
- Umberto Eco: Autori e Autorità. Conferenza virtuale su www.text-e.org - Bibliothèque publique d’information – Centre Pompidou
- Qual è il ruolo dell'esperto nell'epoca in cui l'informazione è accessibile a tutti? Si può considerare l'intellettuale come una sorta di filtro del Web?
- Valutare le fonti di informazione in Internet (www.dschola.it)
- Recensioni di due libri sull'argomento (a cura di Fabio Metitieri)
- La guida dell'utente alle risorse e alle informazioni bibliografiche e documentarie
- Home Page La Sapienza ----> Biblioteche (pagina curata da Domenico Bogliolo)
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5.12.03
La buon costume
Ogni tanto ricevo delle mail di qualche nostro membro della comunità che mi segnala di aver ricevuto e-mail di contenuto scabroso. Giustamente scandalizzato si rivolge a me (e sicuramente anche ai colleghi della posta elettronica) chiedendomi se posso fare qualcosa. Il tono (perche' anche le mail hanno un tono...anche se non 'parlano') è di chi si rivolge ad un poliziotto che per troppa indulgenza e indolenza permette 'loschi' traffici nel suo rione. La cosa non è così semplice (ammesso sia semplice debellare il crimine nelle strade 'reali'!). L'emergenza spam è un fenomeno internazionale che preoccupa tutti. Un flagello che mette a repentaglio la stessa utilità della posta elettronica nei processi produttivi e aziendali. Tutti gli utenti sono chiamati a reagire con consapevolezza e a usare uno stile ecologico del mezzo. Bisogna anche aiutare le aziende (sopratutto le piccole) ad abbandonare le politiche di marketing pecoreccio che vorrebbe persuaderci ad acquistare i prodotti attraverso mail irritanti e invasive. Non risolveremmo il problema del VIAGRA on line ma almeno, in ambito italiano, avremo un po' di pulizia. A questo proposito segnalo la pagina di attivissimo.net che spiega come procedere alla diffida antispam rivolta agli spammer italiani.
Approfondimenti
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4.12.03
Il Messaggero cambia formato
Prima dello sbarco delle "cronache romane" dei grandi quotidiani nazionali (Stampa, Corriere della Sera) e prima della nascita di Repubblica,
per i romani il quotidiano Il Messaggero era una specie di istituzione. Naturalmente c'era anche Il Tempo e il Paese Sera, ma uno era (è) di destra e uno di sinistra - sceglierli e acquistarli era come mettersi sottobraccio un etichetta. La domenica si era obbligati a passare in pasticceria per le pastarelle e in edicola per il "giornale"... e il il giornale era sinonimo del "messaggero". Da oggi il quotidiano romano ha un nuovo formato: diverso nella veste, ma la sostanza resta la stessa scrive nel suo editoriale di presentazione, il direttore Paolo Gambescia. Mi rimane un po' di nostalgia per il vecchio lenzuolo e alla fatica che si faceva nell'aprirlo completamente.
P.S. Questa mattina non sono riuscito a trovarlo nelle edicole. Chissà, magari avranno avuto problemi tecnici - informatici - tipografici. Da uno che, di problemi tecnici - informatici - emergenziali - se ne intende...i migliori auguri!
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30.11.03
Dubbi alla ecce bombo
Non mi scrivono mail...sarà perchè sto facendo un buon lavoro oppure perchè il mio lavoro è un disastro irreparabile?
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24.11.03
La fine dell'Era di Internet gratis e le opportunità che si aprono
La Nuova Era di Internet in Italia (l’Era a Pagamento) si può dire che è cominciata la mattina dell’11 novembre. Quella mattina in molti hanno cominciato a capire che un’Era, quella forse infantile, giocosa, gratuita, di Internet era davvero finita.Giuseppe Turani inizia così un lungo articolo su Affari e Finanza, l'inserto economico di Repubblica. Dall'11 novembre si paga per avere una casella di posta su Libero, Iol, Inwind. Questa presunta svolta dovrebbe costringere gli utenti a trasformarsi in clienti paganti. A essere precisi, sarebbe più esatto parlare di 'salto indietro'. Infatti agli albori dell'era internet in Italia, il collegamento e la mailbox si pagava (ricordo che il collegamento con il provider agorà costava - mi pare - 70.000 lire l'anno). Poi vennero i collegamenti gratuiti. Tiscali fece da apripista; seguirono Infostrada, Tim ecc.: Si paga la telefonata e Telecom rimborsa una quota della tariffa agli ISP. Il fallimento delle cosidette flat (ovvero il pagamento a forfait ) e l'avvio dei collegamenti a banda larga anche per l'utenza casalinga (ADSL) trasforma decisamente il mercato. Eppure mi pare che la risposta dei grandi gestori (adesso pagate!) sia sbagliata in sé. La motivazione nobile del servizio di qualità (filtri antispam, antivirus ecc.) non mi convince. Mi sembra piuttosto un modo per cercare di arginare i costi diventati proibitivi (forse per euforia da new-economy?) e, a fronte di un'offerta ancora amplissima, una ristrutturazione de-facto delle attività.
Magari queste sono chiacchiere in libertà. Navigate un po' in rete...troverete commenti e polemiche molto più pertinenti. Quello che mi interessa rilevare è che questa stretta apre delle opportunità per i servizi telematici delle Pubbliche Amministrazioni e in particolare per i servizi informatici delle università. Mi spiego meglio. Fino a ieri gli atenei che regalavano mailbox agli studenti non incidevano più di tanto..."io mi tengo TIM che ci faccio con @uni...vattelapesca.it?". La percezione di un "servizio" a pagamento (e quindi di una qualità - vera o presunta - maggiore) rafforza il concetto che le mie (alte) tasse universitarie servono a pagare anche questa utility con la conseguente necessità di esigere un servizio sempre migliore e concorrenziale. Insomma, mi piacerebbe pensare che nella scelta dell'ateneo dove laurearsi, oltre alla qualità degli insegnamenti, del corpo docente e delle infrastrutture reali ci sia anche l'offerta migliore dei servizi informatici. Bella sfida eh?
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22.11.03
Fermata Metrebus batte pagina web: 1-0
Le fonti più preziose per grafici e webdesigner provengono dalla realtà. Un cartellone pubblicitario, la grafica televisiva di MTV (eccezionale), un quadro futurista suggerisce uno stile, un elemento, un look&feel. Naturalmente anche le pagine web disegnate da altri sono uno stimolo insostituibile (naturalmente non parliamo del plagio). Devo dire che, a parte qualche lodevole eccezione, il web sembra sempre più avaro di novità stilistiche rilevanti. Mi pare che il web si sta sempre più 'appiattendo' su strutture consolidate. Mi è capitato di entusiasmarmi di fronte ad una ...palina dell'autobus. La palina indicava i percorsi delle nostre navette (Minerva si muove). Ho dovuto ammettere che quel quadrato di alluminio era molto più chiaro e elegante delle nostra pagina web...complimenti al grafico di metrebus!
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20.11.03
Giù le mani dalle spoglie di Francesco Petrarca
Alcune applicazioni scientifiche mi lasciano allibito e scandalizzato. Ieri hanno scoperchiato la bara di un signore morto settecento anni fa. Non è una persona qualunque. È Francesco Petrarca, il poeta che, insieme a Dante e Boccaccio ha avviato la grande tradizione della letteratura italiana. Gli scienziati che hanno profanato (forse il termine è troppo forte?) la salma si accaniranno a studiare i resti per scoprire quello che ogni studioso e amante della poesia italiana ha potuto tranquillamente ignorare per secoli: il volto del poeta. Scopriranno anche le sue malattie...e qui si rasenta il raccapriccio...mi spiegate cosa insegnerebbe ai posteri conoscere le malattie di un anziano signore vissuto nel '300?
Povero Francesco. Per fortuna di Laura non sappiamo nulla, altrimenti assisteremmo a schiere di necrofili intenti a scoperchiare bare per ricostruire fattezze e fascino dell'amata. Un assessore potrebbe anche suggerire la costruzione di un talamo sepolcrale compiendo il miracolo che la storia (e la letteratura) non ha compiuto. Che tristezza!
Approfondimenti
dal Gazzettino di Padova Riesumate tra la folla le spoglie del Petrarca
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19.11.03
Non aprire quella finestra!
È invalsa una cattiva abitudine tra i webdesigner. Consiste nel far aprire una nuova finestra del browser ad ogni link. Non ho trovato conforto nelle autorevoli opinioni dei guru dell'usabilità (ma sarei felice di essere smentito). La maggior parte dei blog, dei portali universitari e dei siti delle facoltà aprono una finestra per ogni link. E' facilissimo trovarsi con 10-12 finestre aperte creando un effetto di confusione e di sovraccarico insostenibile. Cerco di capire le ragioni profonde:
"Sto indicando al mio visitatore che sta lasciando il mio sito"
Mi fiderei di più della capacità di discernimento dei miei ospiti. Se mi collego al sito della Comunità europea mi accorgo che non sono più nella pagina dei programmi comunitari dell'università: il logo, i contenuti, i vari copyright, le barre di navigazione sono inequivocabili!. Forse non ci si fida della destinazione? Per misteriosi motivi, quella che era una pagina di un bando di concorso diventa una provocante pagina di una massaggiatrice a domicilio?...la nuova finestra funzionerebbe così da disclaimer?...forse...ma il link alla calda Tania è stato fatto, sbrigatevi a correggerlo...piuttosto ;-). Se proprio vogliamo indicare una separazione tra noi e il resto del world wide web (e mi sembra una contraddizione in termini!) scriviamo chiaramente link esterno, magari con una icona diversa. Oppure, ma questa tecnica è più discutibile (e qualcuno dice illecita) inseriamo una barra di navigazione nostra. Un esempio di questo tipo si può trovare sul sito del Corriere della Sera, meglio ancora dando la possibilità di 'rilasciare' il nostro frame. Sospetto che il motivo di tanto spreco di finestre sia un altro...c'è la convizione (misto di arroganza e di insicurezza) che il nostro ospite ci abbandoni. Indicandogli l'uscita (perchè costretti) temiamo che il nostro 'cliente' ci tradisca e non torni più. Questa errata applicazione della sciagurata regola della fidelizzazione non tiene conto di quanto i visitatori siano affezionati ai siti fatti bene e quanto 'schifino' le zozzerie. Potete lasciarci aperta la finestra del vostro 'capolavoro' quanto volete...ma per fortuna c'e' sempre una certa X in alto a destra che ci consente di chiuderla!
Conclusione
Per concludere. Secondo la mia opinione l'ipertesto deve essere un flusso continuo, randomico quanto volete, n-mediale e n-dimensionale a go-go ma sempre 'controllato' (quanto più possibile) dal lettore. In ultima istanza devo poter ripercorrere i nodi della mia navigazione e della mia lettura attraverso un solo osservatorio. Non ho prove statistiche da esporre ma sono sicuro che il primo tasto che si impara quando si naviga è il tasto BACK torna...la parola magica che ogni innamorato vorrebbe sentirsi dire dall'amata.
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16.11.03
Come cambia l'utente e la percezione di un servizio informatico
Da qualche tempo a questa parte c'e' stata una specie di inversione di tendenza sull'uso della tecnologia. All'inizio era il fornitore del servizio che spingeva verso un uso diverso della tecnologia: avevamo appena finito il nostro corso di formazione su dattilografia e stenografia con la nostra olivetti 22 e già c'era chi ci costringeva a scrivere su un monitor. Avevamo appena capito che il comando CTRL^I indicava alla stampante un carattere corsivo che già sul nostro monitor apparivano 'finestre' e 'cartelle'...Tutto questo creava una sorta di onnipotenza del programmatore e una drammatica frustrazione dei semplici utenti... Adesso è tutto diverso: gli utenti usano il computer e l'internet con naturalezza. Il re è nudo. Se non riesco a usare un programma (o un sito web) non sono io il deficente...è chi l'ha progettato che è un incompetente. Un conseguenza triste (almeno per noi) è che i fornitori del servizio non sono più in grado di guidare l'offerta. Non si possono più pianificare gli interventi: "oggi ti faccio usare il fax, domani la posta elettronica, poi ti faccio capire che dal web puoi iscriverti all'università e vedere gli esami registrati, poi puoi prenotare l'esame dal telefonino, ecc. ecc."...e l'utente beota che guarda affascinato il conquistadores tecnologico che bonariamente sorride alle ingenuità del uomo primitivo. Gli operatori e i responsabili dell'ICT devono scendere da cavallo, devono essere sinceri e chiari e coinvolgere gli utenti in tutti i processi di innovazione. Spiegare i limiti (tecnologici, finanziari, culturali) della propria azione e dimostrare che è vero, "con la tecnologia si può fare praticamente tutto e le macchine sono perfette"...ma sono ancora le persone (difettose per natura) a governare i processi. Tutti noi saremmo ben lieti di sopportare inefficenze (vere e presunte) e ritardi (veri e presunti) consolati da questa convinzione.
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15.11.03
Fraintendimenti
Un uomo generoso, regolarmente, per lunghi anni, aveva regalato ogni giorno del pane agli uccelletti, e viveva sicuro che l'animo loro fosse pieno di riconoscenza per lui. Non sapeva guardare costui: altrimenti si sarebbe accorto che gli uccelletti lo consideravano un imbecille cui, per tanti anni, avevano saputo rubare il pane senza che a lui fosse riuscito di catturare neppur uno di loro
da Italo Svevo Una burla riuscita (da liberliber la versione integrale del racconto)
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14.11.03
Errori ricorrenti: n. 1) Linkare a pagine non pertinenti
Ne faccio tanti di errori. Molti - per carità di patria e per compassione - non mi vengono segnalati. Altri, per fortuna, non sono così evidenti. Un errore molto comune è fare un collegamento ad una pagina non pertinente. Mi spiego. Se "l'etichetta" del bottone dice: bando di concorso bisogna raggiungere il bando di concorso...e non una pagina zeppa di altre informazioni. L'effetto di confusione per l'utente è devastante e ogni sforzo di usabilità e di chiarezza se ne va...in uno spazio di un click!
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13.11.03
Un click di angoscia e di partecipazione
In queste ore ho difficoltà a collegarmi al sito dei carabinieri (www.carabinieri.it). Presumo che questo malfunzionamento si giustifichi con la massa di navigatori smarriti e angosciati dai gravi fatti di Nassiriya. Una specie di net-strike alla rovescia che testimonia la partecipazione e la solidarietà con nostri concittadini morti in Iraq
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12.11.03
Consigli di lettura
È inevitabile. Dopo aver navigato freneticamente in tutti i siti più famosi, usato la posta elettronica per scambiarsi barzellette e effusioni... viene voglia di saperne di più. Può capitare di entrare in una libreria e essere sommersi da decine di libri che parlano di Rete, di Web, di misteriosi linguaggi di programmazione. Libri destinati agli addetti ai lavori e che invecchiano rapidamente. Se volete leggere un ottimo libro, scritto in modo semplice (senza essere semplicistico) con una panoramica completa del presente (e del futuro) di Internet vi consiglio INTERNET 2004 scritto da Marco Calvo, Fabio Ciotti, Gino Roncaglia, Marco Zela ed. Laterza. Fabio Ciotti è un ricercatore della nostra università, per conoscerlo visitate la sua home page.
Approfondimenti:
§ Il sito dedicato alle 5 edizioni del libro
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10.11.03
La Ricerca scientifica in Italia
Per trovare una soluzione al drammatico blocco delle assunzioni di 1700 ricercatori si pensa di trovare i soldi necessari impiegando una parte degli incassi del Lotto affiancato da un aumento del 4% della tassa sui superalcolici: la Ricerca finanziata dall'azzardo e dall'etilismo. Amo questo paese. E questa università!
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6.11.03
Ce n'est qu'un debut continuos le combat
"Siamo voluti venire alla scoperto perchè il nostro status giuridico è di vincitori di un concorso pubblico, il nostro è un diritto che fin'ora è stato calpestato. Non abbiamo timore, i nostri nomi e cognomi sono tutti su un sito internet creato perchè chiunque voglia sapere cosa sta accadendo a Roma e in Italia"Unità del 5 novembre 2003
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2.11.03
Giovani & Media: Terzo Rapporto sulla comunicazione in Italia
La relazione (www.censis.it)
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1.11.03
Cosa vorrà da me il Gabibbo?
Ricevo una risposta automatica del Gabibbo che mi segnala di aver letto la mia mail (?) e che provvederà al più presto...
Non è che dopo aver stroncato carriere a cartomanti e maghi se la voglia prendere con un umile webmaster?
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26.10.03
«energia dai nostri salvaschermi»
Qualche post fa leggevamo una recensione di Anna Masera, una giornalista della Stampa. La recensione riguardava il libro di Rheingold ("Smarts Mobs, tecnologie senza fili, la rivoluzione sociale prossima ventura" editore Raffaello Corti). Avevamo notato una frase sulla possibilità "di donare di energia dai nostri salvaschermi". Naturalmente l'autore si riferiva al calcolo distribuito su migliaia di computer che, nelle ore di inattività, sono in grado di elaborare complicati calcoli e contribuire così alla risoluzione di problemi che solo mostruosi supercomputer potrebbero risolvere (ad esempio la ricerca di intelligenze extraterrestri, studi sul cancro, farmaci di sintesi, ricerca di numeri primi ecc. ecc.). Possediamo dispositivi con enormi potenzialità di calcolo (computer, telefonini...) e ne utilizziamo solo una piccola parte...perchè non utilizzare al massimo questa potenza? Sospettavamo che la frase sul donare energia fosse una semplificazione. Grazie a questo incontro casuale abbiamo imparato a conoscere la giornalista e a leggere i suoi interventi sempre precisi e interessanti. Ci rimaneva un dubbio, al limite della filologia: perchè energia e non potenza di calcolo? Stiamo leggendo il libro Rheingold e forse abbiamo scoperto l'arcano...
L'autore si riferisce all'energia in senso traslato: In un certo senso è energia ritrovata, analoga all'energia risparmiata derivante dalla costruzione di dispositivi più efficienti e da edifici meglio isolati [cit. p.116]
Bibliografia [Rheingold Howard Smart mobs Tecnologie senza fili, la rivoluzione sociale prossima ventura ed. Raffaello Cortina Editore 2003
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22.10.03
Esempi di ingratitudine umana :-(
Chi sta dietro un'indirizzo mail è sempre sotto tiro dei cittadini che lamentano la lentezza (o la mancanza) di risposte.
Vi racconto un piccolo episodio dove la voglia di rispondere, subito e bene, ha fatto arrabbiare un utente. La storia è semplice: mi scrivono chiedendomi un'informazione. La mia risposta viene restituita al mittente in quanto l'indirizzo è sbagliato. Preso dal mio fervore pro-soddisfazione-dell'utente cerco di capire cosa è successo. L'account era sbagliato - succede -. Per farvi capire la mail aveva come nome Giacomo Leopardi < giacomo.leoopardi@oltrelasiepe.net>. Uno "o" di troppo. Segnalo questo refuso, orgoglioso di aver fatto un favore al mio interlocutore...lui che fa? Mi risponde così Senta Dott.Carnera.Io non La capisco di quale "O" parla.Le chiedo semplicemente sei Lei è a conoscenza (...). Grazie N.B. presumo che Lei non sa' rispondere alla mia domanda, visto che si diverte a dire che ci sono errori di "O".
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19.10.03
A proposito di sicurezza informatica
Quando si parla di sicurezza informatica pensiamo ad un mucchio di ferraglia accumulato tra i dati che vogliamo 'difendere' e le persone che non sono autorizzate ad accedervi. Firewall, 'serrature', zone 'militarizzate', complicati marchingegni software e hardware che impediscono l'accesso ai server, ai database, alla documentazione riservata. Chi si occupa di sicurezza deve sentirsi come una guarnigione di una fortezza in stadio d'assedio. I nemici, sono diversi. Possono essere cavalieri romantici interessati solo all'ebbrezza della 'violazione', soldati mercenari che vogliono saccheggiare e violentare, oppure robot che attaccano sistematicamente fino allo sfinimento e crollo delle difese. Difendersi non è solo un problema tecnico. I 'nemici' possono penetrare le nostre difese utilizzando tecniche che utilizzano altri strumenti, più insidiosi degli algoritmi: l'ingegneria sociale. Un 'ingegnere sociale' cerca di carpire informazioni dalla nostra buona fede fidando sulla nostra ignoranza e sulla la nostra voglia di essere utili. Un sedicente 'tecnico' vi telefona, e con fare simpatico e 'competente' vi chiede di fare alcune prove con il vostro PC: mi puoi dare l'indirizzo IP?, mi dici a quele server sei collegato?, Non voglio sapere la tua password...ma cambiala, è troppo semplice...aspetta, prima di cambiarla prova questa: '123'...funziona? ok...adesso cambiala..ma mi raccomando...non cederla a nessuno, scrivi questo indirizzo IP e scaricati la patch che risolve alcuni problemi..." Se volete conoscere i mille trucchi degli ingegneri sociali e conoscere le dritte per difendersi vi consiglio la lettura del libro di Kevin D. Mitnick L'arte dell'inganno, i consigli dell'hacker più famoso del mondo ed. Feltrinelli 2003.
Approfondimenti
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17.10.03
Ragionamenti di una giornalista che difende i diritti degli utenti
Maria Latella è una giornalista che tiene una rubrica sul Corriere della Sera - Cronaca di Roma. La rubrica si intitola "La Città ne parla". In questa rubrica i lettori denunciano disservizi e disagi dei servizi della Capitale, e la giornalista commenta la denuncia. Sul Corriere di oggi, un cittadino lamentava l'impossibilità di comunicare con l'Ufficio Oggetti Smarriti dell'ATAC, l'azienda dei trasporti di Roma. Normale routine per Maria Latella che spesso verifica di persona le denunce e ne fa un commento spesso istruttivo, mai banale. Questa mattina però il commento era diverso. Il cittadino è un professore de La Sapienza, quindi, in quanto tale, deve farsi carico del DISSERVIZIO UNIVERSALE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. L'argomento della nostra è questo: Lei (docente de La Sapienza) dovrebbe sapere come funziona la burocrazia ... che diamine...
[testuale] " mi si dice, oggi più ieri, bisogna armarsi d'infinita pazienza per iscriversi e sostenere un esame"
E poi giù una filippica sui mali dell'università, sulle code, sulle lezioni in tremila studenti...ecc. ecc.
Ma che c'entra? Se un funzionario dell'ATAC si lamenterà di un nostro disservizio....la giornalista comincerà a parlarci dell'inefficenza dei trasporti?
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15.10.03
Fierezza del proprio lavoro!
Ci sono dei lavori sul portale de La Sapienza di cui vado particolarmente fiero. Mi riferisco alle pagine web per le borse di collaborazione, ovvero la possibilità per migliaia di studenti meritevoli di aiutare altri studenti nelle piccole e grandi incombenze della nostra università. È difficile spiegare le ragioni di questa fierezza. Quando le pagine HTML sono il risultato di condizioni favorevoli: colleghi disseminati su centinaia di Centri di Spesa che collaborano con te, un Amministrazione che assiste, centinaia di bandi per 2529 posti (!) organizzati e divisi per struttura, nessun digital divide tra i centri che hanno siti web e quelli che ne sono sprovvisti...insomma se dovessi dare una forma ad un sito universitario che funziona...porterei quest'esempio...
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13.10.03
Lo spamming è reato
Forse è il caso di precisarlo a tutti quei furboni (casa editrice, agenzie turistiche, tipografie, ecc. ecc.) che invadono la nostra mailbox: Lo spamming a fini di profitto è un reato (www.studiocappello.it)
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12.10.03
Ancora sul valore di Internet
Il libro di Luca De Biase ( eDEOLOGIA) non risponde alla domanda fondamentale sullo sviluppo delle tecnologie legate all ICT: perchè, nonostante il fallimento delle bolle speculative legate alla new economy, la Rete continua a produrre valore, e perchè questo valore non si riesce a monetizzare? A questa domanda cerca di dare risposte una ricerca condotta dall'associazione Vision. La ricerca pubblicata da Fazi Editore con il titolo Il Ritorno della Rete - la sfida dei sistemi sanitari di Francesco Grillo (anno 2001) fornisce tre possibili spiegazioni (p. 18-23) che riassumiamo: 1. il valore prodotto dalle Internet company è rifluito sulle imprese della vecchia economia. 2. Il valore finanziario non è scomparso ma si è trasformato in valore sociale, 3. Il valore di Internet è ancora ad uno stato potenziale, esprime (se abbiamo capito bene) un valore altro che deve essere ancora dispiegato nella sua capacità di trasformare i processi cognitivi, l'economia reale, i rapporti sociali. I risultati della Rete sono incredibili ma richiedono - ancora più dei treni, dei grattacieli e delle catene di montaggio - una drammatica (come dicono gli americani) riorganizzazione delle imprese , delle istituzioni, del nostro modo di produrre conoscenza. [p. 23]
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10.10.03
Comportamenti odiosi: il domain grabbing
Trovo particolarmente odiosi alcuni comportamenti illegali o scorretti. Di fronte ad alcuni fenomeni nella Internet, il mio livello di tolleranza, generalmente alta, ha delle reazioni alla Rudolph Giuliani (il sindaco di New York fautore della tolleranza zero contro la criminalità). Tra i comportamenti scorretti (e illegali) c'è sicuramente lo spamming, la pratica diffusa di inviare pubblicità via mail. Altro comportamento, in voga qualche anno fa e poi - fortunatamente ridimensionato e sanzionato - è il cybersquatting la pratica di acquistare domini di nomi e marchi famosi per poi rivenderli agli interessati. Ma tra le pratiche veramente miserabili c'è il cosidetto domain grabbing. Questa pratica consiste nel registrare domini famosi ...storpiarli e approfittare degli incauti navigatori che sbagliano a digitare l'indirizzo. Non linkiamo esempi per non tediare (e scandalizzare) il lettore, ma potete provare voi a digitare siti famosi e cambiare il dominio di I livello (per esempio www.nomedominio
.it con www.nomedominio.com).
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9.10.03
Dopo la sbornia della net- economy
Per chi volesse ricordare la follia dei mercati azionari e le previsioni strampalate sulla nuova era di internet segnaliamo il libro di Luca De Biase: eDEOLOGIA Critica del fondamentalismo digitale Ed. Laterza. Il libro descrive le salite (e le discese) degli anni 1998 - 2000, un periodo dove il mercato credeva di aver trovato l'eldorado e invece si è ritrovato con un pugno di mosche. L'euforia delle dot - com non ci ha mai contagiato. La nostra scelta di webmaster di Stato è poco incline agli sconvolgimenti della new-economy.
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7.10.03
La posta del webmaster: Suggerimenti...
Riceviamo questa mail di critiche al portale de La Sapienza e la pubblichiamo con la necessaria serenità... professionale . Difficilmente si legge una mail così densa di appunti assolutamente congrui ma assolutamente privi di appigli per un dialogo, una difesa...un'offesa.
questo sito purtoppo riflette esattamente il caos della Sapienza!
Non si capisce nulla!
Tor Vergata e Roma 3 a confronto hanno siti futuristici...
Perchè mai la Sapienza, prima Università di una grande città come Roma, ha un sito Web (importantissimo per la chiara diffusione delle informazioni agli studenti) così brutto esteticamente quanto caotico, non sempre aggiornato ed esauriente nelle informazioni?
Sembra essere stato fatto da gente non professionale. Come è possibile?
Vi siete dati un' occhiata in giro, avete visto i siti di qualsiasi altra Università anche di provincia?
Spero vivamente che stiate lavorando su tecnologie più avanzate e che tiriate fuori dal cilindro un portale all' altezza dell' Ateneo.
E-mail firmata
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5.10.03
E ora...a voi la parola
Tentiamo un esperimento. Da oggi è possibile esprimere le proprie opinioni e i propri commenti. E per sopramercato abbiamo fatto il restyling alle pagine
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4.10.03
Modelli vincenti
Il motore di ricerca che uso più frequentemente è Google™. Utilizzo Google anche per fare ricerche sul nostro sito . Ieri avevo bisogno di utilizzare il traduttore babelfish di Altavista™ e sono rimasto sorpreso dalla somiglianza delle due pagine di apertura: www.google.it e www.altavista.it sono uguali!. Google ha creato un layout che è stato d'esempio anche per il prestigioso e molto più antico motore di altavista...nessuna complicazione, nessun agglomerato confuso di links, utility, box, banner ecc. ecc. La ricetta per fare un modello vincente è semplificare...semplificare...semplificare. Una ricetta che suggerisco a tutti gli autori di uniroma1 (e a me stesso).
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Donare energia dai nostri salvaschermi!?
Anna Masera è una bella signora che scrive di tecnologia e di internet per il quotidiano La Stampa. Non ho letto molti articoli di questa giornalista e mi riprometto di seguirla con più attenzione. Casualmente ho datto un'occhiata ad un articolo dal titolo La rivoluzione corre senza fili. L'articolo ben documentato, recencisce un libro di Hodward Rheingold ("Smarts Mobs, tecnologie senza fili, la rivoluzione sociale prossima ventura" editore Raffaello Cortina). Scorrendo l'articolo sono rimasto un po' interdetto da una frase: »Rheingold considera per esempio i salva-schermi che milioni di utenti di computer utilizzano per donare l’energia [il corsivo è nostro] risparmiata alla ricerca di vita intelligente nell’universo, o per trovare una cura per il vaiolo (www.grid.org)«
...donare energia????...a chi addebitare questa sciocchezza? A Anna Masera o a Hodward Rheingold oppure al traduttore? Approfondiremo e vi faremo sapere.
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2.10.03
A proposito delle finestre [pop-up] che si aprono visitando i siti
Molti webdesigner utilizzano la finestrella [pop-up] per segnalare 'cose' importanti. Chi utilizza questa tecnica tiene poco in considerazione il suo lavoro e la sua capacità di comunicare attraverso il browser. Tutti, credo, concordino sul fatto che la finestrella sia fastidiosa. Il ragionamento che sottintende gli utilizzatori di questa tecnica potrebbe essere: "se una cosa da fastidio...risalta di più". Ma se da' fastidio il mezzo non c'è il rischio che dia fastidio anche il contenuto? In altre parole, se segnalo un seminario importante, non preferisco che la notizia sia la più gradevole possibile? Quello che è peggio è che la pagina 'ordinaria' è occupata da una gigantografia (o una citazione o delle barre di navigazione) mentre la notizia viene scavallata in una posizione 'innaturale'. L'unico argomento a favore del pop-up (ma certo ce ne potrebbero essere altri che non mi vengono in mente) è che viene usato per la pubblicità...mi sembra un argomento debole...non possiamo pensare che le regole della pubblicità su Internet segua la stessa logica dei fastidiosi spot in TV. Molti hanno fatto questo errore e ne hanno pagato le conseguenze. P.S. Queste opinioni non rappresentano dei comandamenti ma solo delle 'regole' dettate dal buon senso
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1.10.03
Operazione nostalgia: come eravamo
Se qualcuno si volesse prendere la briga di dare un'occhiata al sito de La Sapienza di qualche anno fa, consulti questa pagina.
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30.9.03
Blackout, il web insegna
Tra i tanti contributi - alcuni decisamente inutili - riguardo il blackout di domenica, segnaliamo una interessante intervista [ postilla] di Jeremy Rifkin [Corriere della Sera]. L'economista sostiene che abbiamo di fronte un'opportunità unica:cambiare completamente mentalità e creare reti elettriche decentrate che seguano il modello del World Wide Web.
Postilla: perchè il Corriere della Sera non conserva gli articoli e le interviste e ci costringe ad una farraginosa ricerca in archivio?... SGRUNT >:-|
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29.9.03
Come salvare la civiltà umana
Per fortuna il black-out non ha fatto danni ai nostri sistemi. Tutto ha ripreso a funzionare regolarmente. Ammetto che ieri mattina il mio primo pensiero non era rivolto a questo...ma al cibo congelato nel mio frigo...qualcosa mi dice che questo pensiero meschino e egoista...è quello che salverà la civiltà umana dal disastro...
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27.9.03
Coca Cola© e olio lubrificante
Supponiamo che un virus maligno 'veicolato' con la posta elettronica infetti i computer di un'azienda. Supponiamo pure che nella intranet aziendale sia stato pubblicato per tempo che non si devono eseguire file allegati sconosciuti.
Non è forse un dovere degli impiegati evitare di eseguire il programma 'criminale'?
Quegli stessi impiegati non guiderebbe mai la loro automobile mettendo Coca Cola©al posto dell'olio lubrificante...perchè non esigere lo stesso senso di responsabilità nell'usare il PC sulla propria scrivania?
Quale olio per il mio motore? (sito della Mobil - in inglese) - Welcome to Coca Cola (sito della Coca Cola - in inglese)
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26.9.03
Il comune senso del pudore
Conoscete la barzeletta della vecchina scandalizzata che denuncia una coppia che fa l'amore di fronte alla sua finestra? Il poliziotto solerte le fa osservare che si vedono solo due teste...e la vecchina imperturbabile: "sì ma se lei si arrampica sull'armadio li vede nudi!".
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25.9.03
Il nuovo sito della CRUI
In occasione dell'importante Relazione sullo stato delle università italiane presentata dal Presidente della Conferenza dei Rettori prof. Piero Tosi, la CRUI presenta il nuovo sito web. Il sito ha una bella grafica 'leggera' anche se ci sono delle cose che - a mio giudizio - andrebbero corrette: anzitutto la cosidetta 'copertina', ovvero alcune immagini rotanti che introducono al sito. Non solo sono - ormai fuori moda (per fortuna) ma sono anche di dubbia utilità. Un sito come quelllo della CRUI è consultato frequentemente da una utenza non certo interessata alle finezze grafiche. I menu sono realizzati in Java, un'applicazione un po' pesante e non sempre 'compatibile' con tutti i browser e le 'configurazioni'. Non si capisce perchè il motore di ricerca e sotto la 'piega' della pagina, quando dovrebbe essere bene in evidenza. Non trovo particolarmente funzionali le notizie...rotanti. Un'ultima notazione è nell'organizzazione della navigazione ...decisamente troppi i links e i collegamenti...uno sforzo di 'raggruppare' sezioni e aree avrebbe semplificato di più i contenuti. Purtroppo la 'proliferazione' dei collegamenti è una piaga che colpisce 'ahinoi' anche il nostro sito...non è sempre facile gerarchizzare le informazioni e la documentazione quando ci troviamo di fronte a istituzioni così importanti e articolate. In tutti i modi diamo il benvenuto al nuovo sito e i migliori auguri ai colleghi che se occupano.
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24.9.03
Le chat di Microsoft chiudono
Un laconico comunicato annuncia la chiusura delle chat di MSN, il portale dei servizi di Microsoft©.Scrivono: «La decisione è stata presa in considerazione del crescente uso inappropriato delle chat, come la massiccia espansione dello spamming e l'aumento della diffusione di contenuti illegali». L'azienda annuncia di concentrare i suoi investimenti sulla nota applicazione MSN Messenger che consente una comunicazione tra utenti più sicura e affidabile. Magari è una nostra fissa ma la notizia è grave. Dimostra che di spamming si muore. Oggi le stanze delle chat sui single, domani potrebbe capitare ai servizi delle aziende. Corriamo ai ripari diffondendo l'uso ecologico dei servizi Internet. La Rete è proprietà di tutti, abbiamo il diritto - dovere di usarla bene.
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23.9.03
La burla e la tragedia
Quanto è odioso ricevere una mail pubblicitaria? Niente in confronto ad un'altra discutibile pratica che consiste nella diffusione di notizie allarmanti e tragiche seguite dalla richiesta di aiuto. La maggior parte di queste mail sono delle bufale e si diffondono con la buona fede dei destinatari che si preoccupano di far girare a quante più persone il messaggio. Questo crea un effetto valanga che non fa che ingigantire e intasare la mailbox. Una di queste bufale si riferisce alla richiesta di midollo osseo da parte di NUNZIO INCORVAIA. Se riceviamo questa - o altre mail di aiuto - riflettiamo un attimo e consultiamo un qualsiasi motore di ricerca che ci aiuterà a capire che siamo stati vittima di un innocente (?) scherzo (decisamente di cattivo gusto). Riguardo al donatore di midollo osseo rinvio alle pagine chiarificatrici di Paolo Attivissimo e del suo meritevole servizio antibufala.
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22.9.03
Primo: siate coerenti con la richiesta
Ci sono molte cose che non si devono fare quando si progetta una pagina o un servizio sul web. Scovarle è spesso difficile. Più migliorano le 'interfacce' e più è difficile individuarle e sopratutto correggerle. Un errore abbastanza frequente è quello di linkare ad un FORM per iscriversi (ad una mailing list, ad una banca dati, ad un congresso scientifico) e trovarsi a compilare un gigantesco modulo. Naturalmente il visitatore è portato ad abbandonarlo...chi entrerebbe in ufficio postale per prendere un francobollo e trovarsi a compilare un curriculum vitae?
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21.9.03
L'Internet e la Chiesa Cattolica
La Chiesa cattolica fin dalle origini si è sempre distinta per un'efficace gestione dei 'mezzi di informazione'. Naturalmente anche sul web l'uso 'sapiente' della chiesa ha permesso l'esistenza di centinaia di siti: da quelli istituzionali (diocesi, parrocchie, associazione ecclesiali) alle chat, banche dati, siti di radio private. D'altra parte lo stesso Stato del Vaticano vanta un sito web tra i più belli e efficaci. Il sito del Vaticano dimostra come l'informazione e la facilità di consultazione non deve essere 'ostacolata' dall'Istituzione, financo l'Istituzione per eccellenza: la Chiesa. Per navigare tra le centinaia di risorse web messe a disposizione dei cattolici segnaliamo http://www.siticattolici.it, un motore 'a directory' veramente impressionante per ricchezza di documenti e links. Un motore di ricerca classico è invece profeta.it.
Anche la cappella universitaria ha il suo spazio web...essenziale ma assolutamente aggiornato sulle sue attività. La pagina è raggiungibile dal canale STUDENTI e ha questo indirizzo: http://www.uniroma1.it/cappella/. Anche la cappella della Facoltà di Ingegneria ha un sito web, anche se temiamo che non sia aggiornato da un po' di tempo. Inoltre il sito è ospitato http://www.fortunecity.com/, una comunità di spazi web che per i suoi contenuti... profani (compresi gli odiosi programmini-truffa per le sigle dei cellulari) stride un po' con la solennità della Cappellania della Facoltà di Ingegneria Università La Sapienza di Roma.
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20.9.03
Premiowwwsole24ore. Che fine ha fatto la categoria Universita' e educazione?
Premiowwwsole24ore: Categorie e Classifiche
Lo abbiamo chiesto ai curatori del premio...aspettiamo risposta.
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17.9.03
Flash! Flash! Flash!
Flash è un'applicazione che permette l'utilizzo di effetti grafici e interattivi altrimenti impensabili utilizzando le pagine di 'puro' testo e immagini. La comunità web si è divisa sull'uso di questo strumento. Chi lo odia, chi lo ama. Una pagina realizzata in Flash può essere utile e bella oppure inutile e irritante. La grafica è una pratica difficile. Realizzare un progetto grafico è il risultato di lunghi studi e lunghissima pratica, nonchè un buon estro creativo.
Il LABORATORIO DI SINTESI MULTIMEDIALE 1 de La Sapienza diretto dall'Architetto Umberto Casavola presenta delle esercitazioni realizzate dagli studenti. Una bella rassegna per conoscere le potenzialità creative del mezzo e dei suoi autori.
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Tempo di graduatorie...
Nel nostro sito pubblichiamo le graduatorie delle prove d'accesso di alcuni corsi di laurea . La pubblicazione dei nomi dei fortunati vincitori e degli sfortunati (e meno preparati) colleghi è uno dei più esaltanti e insieme deludenti episodi del nostro lavoro: esaltante perchè realizziamo un servizio utile, dove il rapporto tra noi e l'utente è più diretto. Deludente perchè appiccicare in una bacheca una lista non è esattamente l'ambizione di nessuno...meno che mai di noi presuntuosi webmaster. Pensiamo sempre che il nostro visitatore navighi tra le nostre pagine continuamente stimolato dalla immensa mole di materiali e documenti...invece siamo costretti a "tornare" sulla terra dove un frettoloso (e immaginiamo emozionato) studente sta cercando il suo nome per sapere come impiegherà qualche anno della sua esistenza.
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15.9.03
9 esami in un anno!
Guardando l'ultima pubblicità Cepu molti studenti avranno invidiato la facciona simpatica del loro collega che è riuscito in un'impresa che ha dell'incredibile...almeno da noi... (se ci sono smentite... scrivetemi!).
Dagospia (il sito di Roberto D'Agostino) ci scrive un articolo: assolutamente da leggere.
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14.9.03
L'importanza dell'"oggetto" nella mail
I neofiti di internet (e nell'università se ne contano più di quanto si creda) non danno la giusta importanza alla riga di testo presente nei programmi di posta indicata come "subject" (oggetto). I più burocrati tra noi, (e nell'università se ne contano più di quanto si creda) conoscono quella porzione di testo perchè la compilano nelle loro micidiali 'circolari/promemoria/ordini di servizio. Pensano di utilizzarla allo stesso modo nelle mail...per cui non è raro leggere oggetti del tipo: OGGETTO: CIRCOLARE 20034/PRN TRASMISSIONE DELLA CIRCOLARE PER L'ADEGUAMENTO PREVISTO DALLA LEGGE 1224/89. Altri, più scaltri...lasciano vuoto il subject...
Riempire quella breve stringa di caratteri deve essere considerata con più attenzione. È come il titolo di un giornale. Un buon titolo aumenta la speranza che l'articolo verrà letto...e la notizia che si voleva far circolare avrà più speranze di essere evasa.
Qualche giorno fa tutte le mailbox del mondo sono state intasate da virus (era possibile ricevere anche 1000, 1500 mail di segnalazioni di virus), lo spam (pubblicità indesiderata) dilaga in modo impressionante. Occorre evitare che il sistema 'collassi'. Per questo è necessario un comportamento ecologicamente corretto dello strumento. Anche lo sforzo e la fatica di trovare l'oggetto giusto è un modo per avere cura di un bene così prezioso come la Rete.
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13.9.03
Sollecitazioni e riflessioni sull'uso del computer nel nostro lavoro
Prima o poi dovevo affrontare un problema molto delicato che riguarda il lavoro di migliaia di colleghi che utilizzano il computer: l'uso dei prodotti Microsoft. Lo faccio nel solito modo: rincorrendo documenti e sollecitazioni trovate in rete. La materia meriterebbe un trattazione sistematica. Ma vuoi per il tempo, vuoi per le competenze non sono in grado di farlo. Tra gli 'informatici' la contrapposizione Microsoft vs 'software libero' assume toni da crociata. Noi ci riserviamo solo il diritto di riflettere. L'importante non è scegliere un'armatura e una bandiera ma essere convinti delle ragioni di una battaglia.
Articolo di Richard Stalman fondatore del movimento per il software libero:
« Possiamo mettere fine agli allegati Word» di Richard M. Stallman, gennaio 2002
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8.9.03
Foreste e piante d'appartamento
Non sono nella felice condizione dei web designer che rilasciano splendidi siti web chiavi in mano. Questi siti - fissi nella loro 'monumentalità' - possono essere guardati, ammirati e...criticati come si guarda, ammira e si critica un'opera d'arte. Un sito web universitario, è un 'palinsesto' in continuo movimento. È una foresta pluviale che ha bisogno di continui aggiustamenti, potature, reimpianti. Bisogna farsi spazio e dare visibilità a colpi di machete, le abberazioni vegetali sono la norma e dobbiamo sempre guardarci dietro per vedere se ci sono dispersi.
Le piante d'appartamento sono belle...ma alla fine...sono le foreste che danno ossigeno al pianeta.
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4.9.03
Il tunnel vuoto
Chi vive in una grande città conosce il disagio del trasporto pubblico. Lunghe attese, metropolitane e autobus affollati, traffico impazzito. Può capitare di andare al lavoro al mattino e aspettare la metro 30', 40' minuti. Chi ha condiviso questa esperienza conosce l'inquietudine, se non la vera angoscia, che scorre tra la gente accalcata sulla banchina. Credo che una delle ragioni ansiogene sia l'ignoto: usciamo da casa debitamente informati (e angosciati) da quello che succede a Gerusalemme, a Bombay e a Tokio, e non sappiamo cosa sta succedendo 300 metri da noi in un tunnel vuoto e nero.
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3.9.03
Come rendere gli e-book 'commercialmente' appetibili (e scoprire perchè un buddista può sparare ad un fagiano)
Ormai la tecnologia legata agli e-book è matura. Installando un software e scaricando un 'libro' elettronico, è possibile leggere delle pagine con una risoluzione abbastanza buona. Naturalmente non è molto comodo leggere "I demoni" di Dostoevskij da un monitor (io ci ho provato...risultato: 2 pagine) e non credo che i Tablet PC o qualche altra diavoleria elettrica migliori di molto la "piacevolezza e la comodità" dell'unico hardware veramente longevo (600 anni!): il libro. D'altra parte l'e-book emula il libro cercando di riprodurne le caratteristiche intrinseche ma sarebbe ingenuo pensare che il bit possa scalzare definitivamente la lettura su carta. Un approccio intelligente al problema è quello di considerare l'e-book come lo strumento usa e getta della cultura. Mi spiego meglio. Ho comprato "Il sogno dopo", il libro scritto da Roberto Baggio. Il libro è molto simpatico (religione + new age + pallone è un mix delizioso) ma non riporta la fondamentale spiegazione del perchè un buddista trovi normale...andare a caccia. La questione era spiegata nel libro precedente "Una porta nel cielo" (ed. Limina). A questo punto se potessi scaricare l'e-book (e la coscienza) spendendo pochi euro sarei felice. Spendere 16,90 € un po' meno.
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28.8.03
Lo spirito del web e l'utopia dell'intelligenza collettiva
Gli esperti del web sono unanimi nel dichiarare che la 'qualita' del design (e dell'usabilità) dei siti è migliorata. Dai primi esperimenti un po' goffi o addirittura grotteschi (graficamente parlando) si è passati ad alcuni standard e alcuni stilemi abbastanza consolidati. Le modalità di navigazione, il posizionamento degli elementi grafici, le convenzioni su links e testi sono sempre gli stessi e si ripetono per centinaia e centinaia di pagine. Naturalmente questo è un fatto positivo. Chi lamenta troppo 'piattume' deve accusare solo se stesso e la sua incapacità di trovare una forma originale (e artistica) di espressione che incida nella 'struttura' accettata e compresa da tutta la comunità dei fruitori. L'esempio più efficace è quello della sedia. Avere 4 gambe, un 'sedile' e una 'spalliera' non impedisce al bravo designer di progettare una sedia unica.
Detto questo, devo confessare la mia passione per le pagine 'vecchia maniera'... caratteri giganteschi, scritte scorrevoli e lampeggianti, frame multipli, GIF da sturbo. Le sofisticate web-agency avvertono le aziende che entrare in Internet deve essere una cosa 'costosa' e 'professionale' e non può essere affidata al 'figlio del portiere' (a furia di fare siti web, questo anonimo figlio di portieri sarà diventato un grande webdesigner). Giusto. Anzi, giustissimo. Eppure non posso fare a meno di pensare che questi seri manager e professionisti stravolgano la mission del web: rendere disponibile a tutti la diffusione e la condivisione della conoscenza. Utopia? Bhè pensate ai fallimento dei miliardari 'portali' generalisti e visitate qualsiasi sito universitario (cominciate dal nostro eh! :-)). Lo spirito del web, l'intelligenza collettiva abita da quelle parti, andate a trovarla ogni tanto.
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1.8.03
Sarai connesso?
In questi giorni gli argomenti preferiti tra gli impiegati sono due: la meteorologia e le vacanze. Tra i tecnici e i lavoratori del ICT ( Information Comunication Technology) la domanda è quando vai in ferie?...e subito dopo: sarai connesso? Il lavoro è diventato talmente pervasivo che non è più sufficiente chiudere i "cancelli della fabbrica"...il posto di lavoro ti segue, ti raggiunge...il cellulare, che fino a pochi mesi fa era uno status dirigenziale irrangiubile, è diventato il cappio per legarti alla scrivania anche se sei al bar per una pausa caffè... Recentemente sono apparsi degli articoli sulle furbizie di chi...dalla spiaggia rispondeva alle mail e 'fingeva' di lavorare mentre prendeva il sole...oibhó ho l'impressione che questo ipotetico 'furbone' fingeva di prendere il sole e invece stava lavorando. Non stiamo dicendo nulla di sensazionale...Castells, Rifkin ci spiegano questi cambiamenti...ma un conto è leggerli in un saggio, un conto è farci i conti quotidianamente. Consoliamoci. Per adesso è ancora possibile andare in ferie...e per noi, lavoratori del digitale, è ancora possibile spegnere il modem. Buone vacanze a tutti.
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30.7.03
Vogliamo una indennità di e-sportello in busta paga!
Vi capita di trovare un 'contatto' in una pagina web, scrivergli e non ricevere risposta?....
È una condizione frustrante. Trovandomi 'dall'altra parte della barricata', tendo a giustificare questi 'silenzi'. Nonostante la nutrita letteratura sull'importanza del customer care, difficilmente troverete un 'capo' in grado di capire che la corrispondenza elettronica è una componente essenziale del lavoro sul web. Importante quanto (io dico... di più) di un'implementazione di database o il restyling grafico di una pagina. Rispondere - bene - è un lavoro lungo e - a volte - complesso.
Si riconosce l'indennità di sportello (una modestissima integrazione salariale), l'indennità di 'terminale' ma non mi risulta che esista una indennità di e-sportello.
Poi ci sono quelli che rispondono dopo qualche giorno
Vivaddio! Fortuna che l'e-mail consente una comunicazione asincrona. Peccato però che l'interazione con il web sia una attivià prettamente sincrona. Vedo una pagina web...ho bisogno di un'informazione... scrivo... Se la risposta al mio quesito arriva qualche giorno dopo, probabilmente diventa inutile, già vecchia. Capita pure che la risposta non è assolutamente pertinente con la domanda... Per forza! Secondo voi IO che ne posso sapere di come avviene l'iscrizione al Corso di Laurea in Tautologia Applicata avendo accumulato 52 crediti formativi in Religioni delle popolazioni aborigene del nord-est australiano? Non posso che rinviare ad una generica lista di domande frequenti (FAQ), dove, ci potete scommettere, quella domanda non c'è proprio!
E allora?
Naturalmente occorre 'spiegare' agli utenti dove e a chi chiedere spiegazioni (anche se trovo un po' irritante trovare sulla pagina "il webmaster risponde solo ai quesiti tecnici relativi alla visualizzazione delle pagine")...ma se devo proprio 'deludere' il mio interlocutore preferisco utilizzare la sua e-mail come una
user experience fallita...e la mia risposta una user experience riuscita. Naturalmente partendo dal presupposto presuntuoso e tutto da dimostrare che l'utente sta navigando nel sito più....usabile del mondo....
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24.7.03
L'anonimato 1/3
Molti colleghi che comunicano con la posta elettronica trovano particolarmente odioso ricevere e-mail anonime con critiche e insulti perlopiù gratuiti. Io sono più tollerante. Penso che l'anonimato su internet in sé non esista. Se decidi di firmarti argos72, batman o cippalippa questa è la tua l'identità. Decidere di risponderti, o cestinarti insieme all'ennesima vendita di viagra è una mia decisione. Devo precisare che in tre lunghi e intensi anni di lavoro ho ricevuto tre, forse cinque, mail di insulti (contro di me, contro l'istituzione universitaria, contro qualche autorità). 5 mail a fronte di un centinaio di mail al mese! Mi è anche capitato di rispondere ad una mail ferocissima e dai toni rasenti il delirio e scoprire successivamente persone assennatissime che avevano trovato un modo, forse un po' eccessivo, di comunicare un disagio reale.
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L'anonimato 2/3
Giornate davanti a un computer ma poi - dice - alla fine conta l'investigazione tradizionale, il dettaglio. (...) " Abbiamo fatto un ingrandimento sulla presa telefonica che si vedeva nell'immagine, era svizzera... L'ingrandimento della tastiera, lo "sporco" su alcuni tasti rilevava l'uso frequente della dieresi: lingua tedesca. Abbiamo mandato tutto al database dell'Interpol. Mesi di lavoro, e poi abbiamo identificato questa persona".. Capitano Giorgio Manzi del Nucleo Operativo dei Carabinieri. Corriere della Sera del 24 luglio 2003
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L'anonimato 3/3
Segnalo un articolo molto interessante sulle tematiche dell' anonimato in rete. L'autore dell'articolo Anonimato: tutore della libertà e fautore dell'abuso è il dott. Marcello Guidotti un ricercatore della Sapienza, "studioso di mezzi di comunicazione di massa e divulgazione scientifica, consulente per corsi di formazione e riqualificazione del personale".
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13.7.03
Ancora sul sito del policlinico: "per favore, non tirate fuori le carte!"
Ci occupiamo ancora del sito del policlinico. Il direttore generale dott. Tommaso Longhi smentisce seccamente le affermazioni del prof. Aiuti ( vedi post qui sotto). Longhi 'allega' le circolari e i documenti che comprovano che tutte le strutture sono state adeguatamente informate e messe in condizioni di collaborare al progetto.
Naturalmente non entriamo nel merito della polemica.
Ci atteniamo ad alcune considerazioni generali...buone per capire il nostro lavoro sul web che, per fortuna, è infinitamente meno importante di quello di garantire la salute dei cittadini.
A rischio di apparire superficiale, ritengo che un sito web ha un suo carattere 'impalbabile'. La sua natura elettronica lo rende 'leggero', 'flessibile', 'adattabile'. In fondo non è un classico prodotto dell'epoca post-moderna?
'Leggerlo' con le categorie della 'burocrazia' (senza connotazioni negative...per carità) significa stravolgerne la 'natura'. Questa affermazione può apparire scandalosa a fronte del problema (dibattuto da tempo) sull'attendibilità dell'informazione veicolata sull'Internet (e sulla salute il dibattito è quanto mai drammatico): crediamo che la cosidetta 'certificazione' e 'attendibilità' deve essere cercata nelle caratteristiche e prerogative del media e non fuori da esso.
Anche il sito universitario ha problemi molto simili...anche noi ci troviamo spesso nella condizione e nella responsabilità di certificare e rendere attendibile l'informazione. Non abbiamo soluzioni definitive...pensiamo solo che una possibile risposta sia 'lasciarsi' raggiungere dalla rete e dagli utenti, far percepire agli utenti una sorta di condizione permanente di on the air (siamo in onda...ti ascoltiamo), che è più dell' ultimo aggiornamento e più della esattezza dell'informazione pubblicata. È un po' faticoso...ma da anche molte soddisfazioni.
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10.7.03
Ma un sito non è l'Encyclopaedia Britannica
Ieri è stato presentato il nuovo sito del policlinico. Il prof. Fernando Aiuti ha protestato lamentando la presenza di numerosi 'errori e omissioni'. Naturalmente il web consente con facilità di correggere e sicuramente i colleghi rimedieranno. Quando si progetta un 'portale' di queste dimensioni è inevitabile commettere errori, sviste, incolpevoli omissioni. I progetti più riusciti sono quelli che mettono in moto il cosidetto 'design collaborativo' dove tutte le parti concorrono alla realizzazione del 'portale'. Per farlo occorre fissare alcune regole rigidissime e una struttura semplice e flessibile (...mi piego...ma non mi spezzo!) e ascoltare...ascoltare...ascoltare. Il sito non è un Enciclopedia che rimane fissa nei secoli, è un oggetto vivo e mutaforme...e poi anche nell' Encyclopaedia può capitare di non trovare il misterioso paese di Uqbar.
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8.7.03
Benvenuto al nuovo sito del Policlinico Umberto I
Con una grafica molto tenue e una struttura molto ricca è comparso il nuovo sito del Policlinico Umberto I. Sappiamo quanto la 'salute' e la sanità siano argomenti compulsati frequentemente dal popolo della rete. Avere un istituzione prestigiosa che mette a disposizione i propri servizi e i propri contatti sul web è un fatto importante. I migliori auguri agli autori, ai medici, ai colleghi...e ai visitatori del sito.
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6.7.03
3344 'Francesca' e 2678 'Marco' studiano alla Sapienza
Non sarà l'applicazione più utile ma è sicuramente la più divertente... i colleghi di Infostud - Servizi Interattivi per gli Studenti de La Sapienza hanno contato tutti i nomi degli studenti, scoprendo che i nomi più 'battezzati' sono marco, francesca, alessadro, andrea, valentina. Ben 174 'Conti' tra i cognomi...e ben 155 'Gallo' e 89 'Leoni'. Se poi vogliamo sapere chi compie gli anni oggi...possiamo farlo...consultando la lista per facoltà. Andate a visitare le pagine CKtC - Curiosità e amenità di Infostud e riuscirete a dare un'occhiata all' universitàpiùgranded'europa da un punto di vista originale e inconsueto.
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4.7.03
Nato il 4 luglio
 Oggi è un giorno un po' speciale. Ricorre l'anniversario del 'portale' de La Sapienza nella sua attuale versione. Il 4 luglio 2001 infatti apparvero le 4 foto (che a dire il vero...non tutti amano) e la tastiera con i link alle pagine delle facoltà, dei dipartimenti, degli istituti, delle biblioteche e dei musei. Non spetta a noi giudicare l'utilità e l'efficacia del portale. Pensiamo comunque che, nonostante tutto, il sito abbia risposto egregiamente alla necessità di fornire informazioni e servizi ad un utenza varia e articolata. Il 'portale' ha cercato di far affiorare l'enorme bagaglio di conoscenze, informazioni e documentazioni pubblicate su centinaia di migliaia di pagine WEB.
Probabilmente non siamo ancora alla versione elettronica dell'Università ma ci stiamo avvicinando... l'avvio del sistema informativo delle segreterie ( previsto per metà novembre) , il primo nucleo di corporate portal , l'attività sperimentale di 'multicanalità' ( WAP) nonchè la progettazione di sistemi di e-learning sono sintomi di qualcosa che sta crescendo e sviluppando...senza scosse brusche e senza visioni di 'eldoradi' digitali fantascientifici.
Non è un omaggio formale ricordare che quando vantiamo successi e buone 'perfomance' abbiamo sempre presente l'impegno di centinaia di 'autori' (spesso oscuri e...poco gratificati) che curano, progettano e manutengono siti di eccezionale importanza, veri e propri portali verticali di conoscenza scientifica.
Come è noto, La Sapienza si appresta a compiere un passo importante della sua settecentenaria vita: la realizzazione di un Sistema federato che tende al decongestionamento dell'Università e la sua articolazione in atenei federati.
La RETE: quale metafora più azzeccata per significare unità istituzionale e scientifica e sviluppo di autonomie?
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1.7.03
Il Blog entra all'università: giornata di studio alla Tuscia
L'Università della Tuscia, da tempo, svolge un interessante lavoro sullo sviluppo delle tecnologie legate al WEB. Dopo gli e-book e' la volta del Blog...la nuova, almeno per l'Italia, tecnologia che consente a chiunque di aggiornare un sito web in forma di diario. Il 26 giugno si e' tenuta una giornata di studio sulle implicazioni e le conseguenze dell'uso di questo nuovo media che, a detta di qualcuno, trasformera' il modo di fare informazione. Intanto vi rinvio al blog del convegno, ripromettendomi di tornare sul tema...
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22.6.03
Il Dipartimento della mobilità del Comune di Roma non usa le mappe dell'atac
Visitate le pagine del DIPARTIMENTO VII - Politiche della Mobilita' del Comune di Roma. Un icona collega ad un mappa interattiva fornita da Maporama, uno dei tanti servizi che consentono di tracciare l'indirizzo in varie città nel mondo.
I colleghi del sito non hanno utilizzato le mappe dell'ATAC, d'altra parte chiaramente segnalate in fondo alla pagina del 'Dipartimento' ("Per un migliore collegamento (sic) consultare: Infopoint A..T.A.C."). Sia chiaro...non vogliamo sfottere nessuno: anche noi ci troviamo spesso a dover fare i conti con applicazioni 'casalinghe' che non si adattano perfettamente ai nostri scopi e, piuttosto che impegnarci in una guerra di nervi con gli autori del software (i quali spesso hanno già ricevuto le loro sudate parcelle), preferiamo rivolgerci alla Rete, così generosa di utility e tools spesso gratuiti. Il punto è che con un minimo sforzo di progettazione centrata sull'utente e senza farci intimorire dal Dio dell'Algoritmo e dai suoi sacerdoti, saremmo in grado di fornire un servizio migliore e più integrato con i servizi che eroghiamo. Con la soddisfazione di tutti: nostra e dei cittadini.
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11.6.03
Tecno-entusiasmi e Tecno-fobie
È sorprendente notare come di fronte all'innovazione tecnologica si assista a due atteggiamenti opposti e complementari: ci sono i, quelli che si entusiasmano sulle nuove possibilità offerte dalla teconologia e quelli che invece ne sono spaventati, preferendo ignorarne gli effetti, proiettandono sulla tecnologia tutte le paure, le incertezze della propria 'posizione' nel mondo e nella società. I tecno-entusiasti si eccitano di fronte ad un nuovo gadget, a un nuovo software, ad una nuova modalità di comunicazione. Confondono gli strumenti con i fini. Saper scrivere e usare Microsoft Word sono la stessa cosa. Guardano al futuro con gli occhiali della Visa (vi ricordate lo spot?) dimenticando a casa il portafoglio con gli spiccioli. I tecno-fobi all'inverso, si tengono strette le loro certezze atomiche pensando che 'resistere' sia il miglior modo per superare il mostro che divora certezze, status, professionalità acquisite. A questo punto risulta chiaro che l'atteggiamento giusto sia nel 'mezzo'. Contrapporre un sano tecno-realismo che accetti le novità senza scossoni bruschi e senza capestri digitali da esporre, freddando le strampalate visioni di un mondo liberato dall'incombenze della realtà off-line. Se la soluzione realista sembra banale nella sua semplicità vi affidiamo queste due riflessioni corollarie: cresce una generazione nata dentro la 'matrice' tecnologica, culturamente estranea alle riserve speciose delle generazione pre-matrix. Ai tecno-entusiasti invece va ricordato che senza un movimento per una tecnologia antropocentrica non si migliora. L'ultima innovazione iper-tecnologica non sarà altro che l'ennesimo gadget elettronico, usato poco e male buono solo per stupire amici e allievi.
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7.6.03
E-learning: le riserve dei Rettori
Il 17 aprile è uscito il decreto che consente agli atenei di attivare corsi a distanza. La Conferenza dei Rettori e il CUN temono la proliferazione di corsi e atenei on-line senza le necessarie garanzie di qualità dell'insegnamento. Se l'applicazione dei criteri per l'accreditamento ministeriale fosse poco selettivo, si assisterebbe alla proliferazione di "atenei" improbabili che rilascerebbero lauree e titoli altrettanto "improbabili". L'accademia italiana ha sempre avuto una vocazione conservatrice e poco incline ai cambiamenti, ma in questo caso - credo - che l'intervento dei Rettori sia assolutamente necessario e opportuno.
La Sapienza: verso l'istruzione di domani
Convegno 11 giugno 2003
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5.6.03
Posta elettronica: attacco virus! - W32.Bugbear.B -
Ancora una volta, un worm diffonde mail dal computer infettato.
Il worm invia automaticamente messaggi archiviati. Non è improbabile leggere opinioni, insulti e giudizi poco lusinghieri nei confronti dei propri capi, di un collega, di un amante...Lasciamo ai tecnici il compito di debellare questo virus. Da parte nostra continuiamo a sconsigliare: 1. l'abuso di file allegati, 2. l'ansia di intasare le mailbox dei propri destinatari con notizie, convegni, barzellette ecc. ecc. Questi consigli non risolveranno i problemi della posta elettronica: virus e spamming ma almeno contribuiranno a costruire un ambiente più 'sano' e utenti più consapevoli.
Approfondimenti sul worm Bugbear e istruzioni sulla rimozione: da Symantec e da Sophos
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Il prof. Asor Rosa lascia l'insegnamento
La Lezione tenuta oggi alla Sapienza [ Cinquantadue dall'Unità formato PDF]
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3.6.03
Segnali di incoraggiamento: quasi l'80% dei ragazzi e il 90% delle ragazze si collegano al wap
Un sondaggio realizzato dal portale universinet dimostra che sono moltissimi gli studenti che si collegano all'internet con il telefonino. Un dato sicuramente incoraggiante, considerando l'assoluta penuria di servizi utili, e - diciamolo - una cura non eccezionale nei contenuti. Immaginate se a questo immenso bacino di utenza fornissimo la possibilità di collegarsi - in tempo reale alle segreterie, prenotarsi ad un esame, conoscere gli orari di ricevimento dei professori...e le eventuali comunicazioni dell'ultima ora....sappiamo che questo è possibile....
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1.6.03
2/2. Lavorare per una 'metafora': vantaggi
...poi ci sono i vantaggi. Se la nostra offerta didattica, i nostri servizi, la nostra ricerca scientifica funge da 'cartina di tornasole' per giudicare il carrozzone universitario italiano, il nostro lavoro assume un significato...per così dire universale. Tra pochi giorni inizieranno le prove tecniche del nuovo sistema informativo delle carriere amministrative e didattiche degli studenti. Un sistema che consentirà di migliorare notevolemente i servizi di segreteria. Il progetto "tra i più avanzati del panorama universitario" dimostrerà che La Sapienza può insegnare molto anche in efficenza e capacità di innovazione.
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31.5.03
1/2. Lavorare per una 'metafora': svantaggi
Un tormentone accompagna tutti i commenti e le opinioni sulla Sapienza: l'universitàpiùgrandedeuropa. È una specie di condanna che ci perseguita e che trasforma il mega ateneo (altro claim ricorrente) nella metafora di tutto il bene e sopratutto il male dell'università italiana. Si deve parlare male della riforma universitaria? Niente di più facile. Si parla male dei corsi universitari de La Sapienza. Si stigmatizzano i servizi degli atenei? E che ci vuole...prendi la metropolitana e con il tuo taccuino ti metti vicino ad uno sportello e riporti qualche imprecazione (giusta o ingiusta...importa poco) di qualche studente arrabbiato.
Parlare delle cose che non funzionano è più eccitante (e più semplice) di descrivere le cose che funzionano. A questo aggiungiamo la mentalità tutta italiana di auto-denigrarci continuamente e il quadro è completo. Ovvio, non vogliamo sottovalutare i problemi della Sapienza, solo non mi sembra 'equo' accollarci la rappresentazione simbolica dei problemi dell'università italiana.
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27.5.03
Letture sul web
Il nostro lavoro, a volte, ci consente di dare un'occhiata a pagine che, apparentemente, non c'entrano nulla con il nostro lavoro. Si scopre sempre qualcosa di interessante e di istruttivo
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24.5.03
WAP inutile? La Sapienza prova a smentire
Con il finanziamento di Campusone, il SATIS (i servizi informatici e tecnologici della Sapienza) ha messo in cantiere un ambizioso progetto per utilizzare la tecnologia internet via telefonino. Il web al cellulare sembrava condannato al limbo delle tecnologie inutili, un po' come le cassette video2000. Il telefonino sarà utilizzato per ben altro: farfalle e pin-up fotografate al volo, simpatiche emulazioni di cuccaggi di bei discotecari, film in prima visione da godere sul display da un pollice, videoconferenza dai tram. La cosa curiosa è che con il contributo statale guadagnato con la vendita delle licenze UMTS (cioè la tecnologia che aprirà le porte a questa "straordinaria" rivoluzione), la nostra università inventa una killer-application che tornerà utile agli studenti, utilizzando una tecnologia che sembrava nata già morta. Alla faccia dei vituperatori del WAP...
Approfondimenti: La pagina web del WAP de La Sapienza
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23.5.03
Come informare l'elettore. Lezione di tele-marketing
L'altra notte sono squillati cinquemila telefoni di altrettante placide famigliole romane. Una voce registrata cercava di convincere gli assonnati e - presumibilmente - allarmati elettori che era il caso di dare il voto ad una certa candidata. Questa signora probabilmente non sarà eletta. Forse non sapremo mai se la sua "trombatura" derivi da questo disgraziatissimo incidente (doloso o colposo). Ma può capitare di peggio: se la signora sarà eletta dovranno aggiornare tutti i manualetti di telemarketing e noi dovremmo prepararci a notti insonni per rispondere alle voci registrate di centinaia di candidati infoiati dalla smania di chiederci il voto.
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21.5.03
Check mail: la posta del BLOG - 1 messaggio
Caro Blogghista libero, vorrei poter scrivere liberamente che la tua iniziativa è molto interessante. E' da tempo infatti che mi chiedevo cosa ci fosse dietro questo nostro bel sito. Mi scappava di fare una proposta:
perchè non integrare all'interno del sito dei materiali di spiegazione su
cosa è il sito, quale la sua storia, a quali esigenze risponde, come è
architettato e strutturato, cosa si può trovare e come.
Cosa c'è dietro, fino a quale livello di interattività si può arrivare,
insomma una guida nelle mani dell'utenza per poter nel viaggio avere la
bussola di cosa chiedere e cosa poter ottenere, quando dove come e chi.
Mi ha favorevolmente colpito in proposito un documento scritto dalla Ca'
Foscari di Venezia e pubblicato sul sito.
Il documento di cui allego il link è interessante non tanto per il suo
contenuto ma per l'idea che c'è dietro ossia: dietro questa bella immagine
della Sapienza, cosa c'è e in che modo si crea?
Che ne pensi?
Buon lavoro Paola P.
Cara Paola,
Anzitutto ti ringrazio per il giudizio lusinghiero del nostro sito, anche se dettato - sicuramente - dalla nostra amicizia ;-) .
Mi chiedi di pubblicare materiali di documentazione.
Dico subito che non mi piacciono le iniziative troppo...autoreferenziali. La bellezza o la bruttezza di un sito si esprime nelle sue funzioni, nella sua usabilita'. Se l'immagine non fosse troppo abusata direi che questo WEBBLOG è il "messaggio nella bottiglia" che invita gli utenti, gli occasionali visitatori, i cento e più autori del sito uniroma1 a realizzare uno spazio di backstage dove trovare uno spazio "comunitario" per interagire, confrontarsi, sperimentare.
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Presentazione della Relazione annuale 2002 del Garante della Privacy Stefano Rodotà
La versione integrale
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Semplificazione dei linguaggi
Qualche post fa [16.5.03] si discuteva della necessità di semplificare i linguaggi e di adattarli al mezzo di comunicazione usato. Ci segnalano il mensile dueparole, una pregevole iniziativa nata nella nostra università che tende dimostrare come sia possibile, (direi necessario) esprimersi con un linguaggio chiaro e semplice. In "copertina" una citazione di Tullio De Mauro:
Le parole sono fatte, prima che per essere dette, per essere capite: proprio per questo, diceva un filosofo, gli dei ci hanno dato una lingua e due orecchie. Chi non si fa capire viola la libertà di parola dei suoi ascoltatori. È un maleducato, se parla in privato e da privato. È qualcosa di peggio se è un giornalista, un insegnante, un dipendente pubblico, un eletto dal popolo. Chi è al servizio di un pubblico ha il dovere costituzionale di farsi capire.
Semplicemente...Sublime...
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18.5.03
L'e-learning non semplifica e non fa risparmiare. Migliora solo se fatto bene
Franco Carlini è uno che la Rete e le Tecnologie le conosce bene. I suoi interventi non sono mai banali (e sulla/della Rete se ne leggono di banalità!). In questo articolo, pubblicato sul Manifesto, Carlini svela il mito della formazione a distanza e avverte gli operatori sui rischi di un'atteggiamento troppo semplicistico.
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16.5.03
Il webmaster tra Lapalisse e Occam
Scrivere una pagina web non è la stessa cosa che scrivere una circolare ministeriale. Affermazione che tutti, ma proprio tutti, potrebbero sottoscrivere. Ma poi perchè, nel leggere le pagine web, ci troviamo di fronte a centinaia di righe inutili, rinondanti, piene di subordinate? Confesso che a volte mi consolo pensando al lettore che si stampa la pagina per leggerla con calma, cercando di tradurne il senso. Ma questo è sbagliato. A parte le considerazione ecologica (quanti alberi distrutti!) non si capisce perchè dovremmo utilizzare un mezzo di comunicazione per...simularne un altro... L'informazione web serve a selezionare l'interesse, deve essere il rasoio di Occam che definisce in modo inequivocabile: Tempi, Modi e Requisiti. L'esperienza insegna che lo stile WEB non si impone per decreto (anche per l'infelice paradosso che un "decreto" non potrebbe essere che scritto contro le regole della scrittura per il web). Ci vuole pazienza, umiltà e anche una buona dose di...furbizia. Andate a vedere le pagine del portale della Sapienza. Il logo e la barra prendono quasi un quarto di pagina, la tastiera dedicata alla navigazione "locale" è collocata a destra (orrore...dovrebbe essere a sinistra)...insomma lo spazio per la scrittura è ridotto al minimo. Sia chiaro, non crediamo di aver trovato la ricetta vincente , più modestamente vogliamo dimostrare che il problema - da noi - è sentito. Quanto poi riusciamo a risolverlo...è un altro paio di maniche. Per finire segnaliamo due siti interessanti, che affrontano questi argomenti. Anzitutto il sito di Luisa Carrada (ormai punto di riferimento per le tematiche della scrittura) www.mestierediscrivere.com e le pagine di Sofia Postai , una web-designer che ha all'attivo un paio di libri ( Il mestiere del web e Siti che funzionano ed. HOPS ).
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15.5.03
Corsi on-line. Decreto del Governo
Pubblicato nella G.U. n.28 del 29 aprile, il decreto 17 aprile con le istruzioni per le università che vogliano attivare dei corsi a distanza. Gli atenei dovranno accreditarsi presso il Ministero.
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14.5.03
Il senso di "comunità" nell'università
Il prof. Giulio Ferroni scrive un articolo sul Corriere della Sera [ Leggi articolo PDF - Rass. Stampa Pisa] sui problemi di "comunicazione" del più grande ateneo d'Europa.
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10.5.03
Bobo Vieri non ha il computer
Il campione dell'Inter - testimonial della connessione ADSL Alice - ha detto, in una trasmissione televisiva, di non avere il computer. Se anche il suo impegno universitario fosse una bugia (Bobo pubblicizza il CEPU) sarebbe un vero guaio...dimostrerebbe l'inutilità e la vanità del nostro lavoro.
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9.5.03
Check mail: la posta del webmaster - 1 messaggio
Marilena ci scrive chiedendoci di conoscere il numero delle pagine del sito dell'università. Francamente non ne abbiamo nessuna idea. Centomila? Duecentomila? Se qualcuno si prendesse la briga di contarle (e naturalmente questo è possibile) si troverebbe nella stessa condizione del re (indiano?) che per soddisfare la richiesta dello scopritore degli scacchi, dovette calcolare la quantità di grano necessaria per donare un chicco di grano nella prima casella della scacchiera, raddoppiando progressivamente la quantità per ogni casella adiacente. I siti universitari rappresentano la prima esperienza di web-publishing degli anni '90, molto tempo prima dei vari (e spesso vani) investimenti dei colossi dell'informazione. Naturalmente questo pionerismo ha prodotto organismi complessi e stratificati dove la preziosa e utile documentazione scientifica non sempre è organizzata nel pieno rispetto dell'usabilità e dell'accessibilità dell'informazione. La situazione sta velocemente migliorando. Alcune facoltà, alcuni dipartimenti sono diventati dei veri e propri portali 'verticali'. Moltissimi atenei hanno dei servizi telematici che consentono di svolgere noiose procedure burocratiche da casa (a proposito di pionieri: La Sapienza è stata tra le prime ad avere questo servizio!).
L'Università e la Rete hanno molto in comune (magari dedicheremo sull'argomento un'altro post). L'Università e la Rete non tollerano dirigismi e centralismi. Tutte e due devono crescere in un territorio libero e autonomo.
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7.5.03
Il sito de La Sapienza: al 51° posto tra i siti in lingua italiana più visitati
Secondo una ricerca di alexa, il sito de La Sapienza è tra i siti più visitati in Italia. La ricerca è stata realizzata analizzando le visite degli utenti che hanno installato sul proprio PC la toolbar del motore di ricerca alexa, una azienda che fa riferimento a amazon.com e google . Il dettaglio della indagine rileva che il 27% dei nostri visitatori consulta il sito di Comunicazione.
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6.5.03
Premio WEB Italia
Si è conclusa la seconda edizione del premiowebitalia. Il premio, sponsorizzato dal Comune di Francavilla, ha raccolto migliaia di adesioni. Dei 3408 siti sottoposti al giudizio di una giuria (tra gli altri: il giornalista Carlo Massarini) sono stati selezionati 35 siti per le 7 categorie (Arte e Cultura, Scuola e Lavoro, Business, Sport, Editoria On Line, Turismo e tempo libero, E-Government). Vincitore assoluto il sito della Polizia di Stato. Nella categoria Scuola e Lavoro è stato premiato il sito lastanzadiantonio , un sito dedicato ai bambini del sud e promosso dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno. Anche il nostro sito ha partecipato alla selezione risultando nella categoria degli eccellenti. Mica male...no?
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Riferimenti utili
Rassegne stampa università
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